Scopri l’intera collezione Lands e le sue serie: Lands, Lands fusion, Lands pure pigment, Lands pure nature.

Lands
paste cementizie, pigmenti, polvere di sughero su tavola. 55x55 cm, 2012

Territori scultorei

Lands, come in un viaggio a ritroso nel tempo, alla materia allo stato naturale, grezzo, genetrice del movimento e di tutto ciò che presenza e assenza, ordine e caos. Materia che sembra contorcersi prima di esplodere dal muro verso l’interno della sala: un movimento sussultorio della crosta terrestre prima dell’esplosione e della nascita di una nuova realtà. Una sorta di onda sismica ispirata dalla stessa terra di origine: una terra che è sempre in bilico tra stabilità e instabilità, in cui non vi sono certezze, né fissità, ma un continuo evolversi tra alti e bassi che caratterizzano la stessa storia di questa terra con un movimento ondulatorio.

Le opere appaiono come microcosmi in miniature o pezzi ingigantiti di ‘natura’ o meglio di terra arata. L’estroflessione resa con la vera e propria ‘costruzione’ di un territorio scultoreo fatto di materia manipolata e forgiata e applicata sul supporto. Le opere diventano ora una fusione di scultura e pittura dove nessuna determina o assoggetta l’altra.

Lands, through a travel back in time, to the material at its natural state, to the material as the mother of movement and of everything that is presence and absence, chaos and cosmos. Here the material twitches before “exploding” out of wall towards the room: a sussultatory movement before the birth of a new reality. A reality balancing between stability and instability, where there are no certainties but only a permanent evolution.

The artworks are like miniature microcosm or festered parts of nature. The extroversion is represented through the building of a plastic territory made of manipulated material. The artworks become now a blend of painting and sculpture where the former does not determine or subdue the latter.

Lands
paste cementizie, pigmenti, polvere di sughero su tavola. 55x55 cm, 2012

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Lands, come in un viaggio a ritroso nel tempo, alla materia allo stato naturale, grezzo, genetrice del movimento e di tutto ciò che presenza e assenza, ordine e caos. Materia che sembra contorcersi prima di esplodere dal muro verso l’interno della sala: un movimento sussultorio della crosta terrestre prima dell’esplosione e della nascita di una nuova realtà. Una sorta di onda sismica ispirata dalla stessa terra di origine: una terra che è sempre in bilico tra stabilità e instabilità, in cui non vi sono certezze, né fissità, ma un continuo evolversi tra alti e bassi che caratterizzano la stessa storia di questa terra con un movimento ondulatorio.

Le opere appaiono come microcosmi in miniature o pezzi ingigantiti di ‘natura’ o meglio di terra arata. L’estroflessione resa con la vera e propria ‘costruzione’ di un territorio scultoreo fatto di materia manipolata e forgiata e applicata sul supporto. Le opere diventano ora una fusione di scultura e pittura dove nessuna determina o assoggetta l’altra.

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