Reinforced Concrete, 00,00. [project]

 

BE CONCRETE – BEING CONCRETE

Icona identitaria di Marco Abbamondi, le paste cementizie; quella di Stefano Ciannella, il ferro. La materia di un incontro ispira la volontà di esplorare idealmente e nei fatti, la natura di un fenomeno complesso: cemento armato .

È la configurazione semantica del corrispondente inglese ad avviare un processo di elaborazione che rimanda al fare e all'essere: reinforced concrete ovvero una concretezza robusta, rinvigorita dall'azione attraverso cui i due elementi sono uniti tra loro. Gli artisti sono attratti dalla solidità e compattezza di cose forzatamente messe insieme, cose che combinate tentano di funzionare e marciare nella direzione contraria a quella del tempo, aspirando all'eternità, alla grandezza, alla storia (entro documentati limiti).

La complessità, che evoca la parola e che definisce il materiale, ammicca infatti al fenomeno generativo (ovvero la composizione/unione di elementi) e diventa, teorema, fatto da cui trarre ispirazione. Cose, persone, altre identità sono cemento armato. Un composto che usiamo come metafora dell'uomo, individuo complesso, prodotto di diversi elementi, combinati tra loro dall'azione del pensiero, dell'essere e del fare; che contribuiscono alla sua formazione e col tempo, alla creazione di quelle crepe in superficie, che diventano poi ferite e morte.

Vogliamo lanciare un messaggio: CONCRETE , che sta per being concrete . Siamo alla ricerca di un fare che genera frutti a lungo termine, efficaci e durevoli.

Il cemento è qui rappresentato nella sua essenza e funzione oggettiva ovvero forma, che occupa spazio sottratto alla natura; per questo motivo le installazioni in mostra sono accompagnate e segnalate dal volume della superficie che occupano.

 

BE CONCRETE - REINFORCED CONCRETE

Reinforced Concrete 00'00 è il titolo del lavoro site specific, che sintetizza e dà origine alla mostra: # sacchi di farina, che sembrano di cemento sono disposti in ordine geometrico e occupano il volume centrale dello spazio; in corrispondenza un neon di un metro scrive e accende la parola Concrete. La dialettica dei contrasti e degli opposti domina la scena; la difficoltà nel codificare la natura delle polveri favorisce l'apertura di un varco e tenta la disponibilità a ricevere il messaggio: CONCRETE (being concrete). Parola chiave, s'identifica con l'idea di azione.

Un inno al fare, che premia e valorizza la dinamica di mezzi e non necessariamente e prima, quella di risultato. Operatività, determinazione: Concretezza. Sotto la direzione e intrusione, necessaria e variabile, di uno stato liquido (richiamato dal colore azzurro del neon stesso), la materia può finalmente diventare prodotto, contenuto: fatto. Farina e cemento (solo evocato), polveri chiare e scure, strumenti che possono soddisfare necessità ed urgenze primarie: bisogni. Agiscono come segni, in direzioni differenti. Materiali, che subiscono variazioni di genere semplici, definitive e determinanti per lo sviluppo di una opera_funzione. Acqua, elemento centrale, costringe in vista della forma finale: respinge ogni resistenza e altera la natura originaria delle fonti. Liquidità evocata che rimanda all'esigenza di un medium ovvero di uno strumento di possibilità, idoneo a condurre il cambiamento: di ogni progetto, teorema o idea, in azione.

Spinti a convivere, elementi per loro natura refrattari alla combinazione sono all'origine impreparati all'idea di perdita: proprio come l'uomo, incastrato da leggi morali, sociali e religiose.

 

INFO: www.be-concrete.com

 

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BE CONCRETE – BEING CONCRETE

The iconic identities of Marco Abbamondi with his cement paste; and the one of Stefano Ciannella, with his iron. A melting pot that inspires the will of exploring ideally and concretely, the nature of a complex phenomenon: reinforced concrete .

t is the semantic configuration of the English equivalent that gives us the idea to think back to doing and being: reinforced concrete or to be more precise solidity, strengthened by the action in which the two elements are joined together.

The artists are attracted by the solidity and compactness of things forcibly put together, things that, when connected, try to work against time, aiming at eternity, majesty and history (within certain limits).

The complexity, that evokes the word and that defines the material, winks in fact to the generative phenomenon (i.e., the composition-union of elements) and becomes, in theory, something inspiring. Things, people and other identities are reinforced concrete.

A compound that we use as a metaphor of the human being, a complex individual created by various elements combined by the action of thinking, being and doing, all of which contribute to its formation and in time, to the creation of those cracks in surface that eventually become wounds and ultimately, death.

We want to send a message: CONCRETE , that stands for being concrete . We are seeking for a certain determination that yields in the long term, lasting and effective.

The concrete here is represented in its essence and simple function, which borrows space from nature; for this reason the exhibits shown are accompanied and marked by the volume of the surface that they occupy.

 

BE CONCRETE - REINFORCED CONCRETE

Reinforced Concrete 00'00 is the title of the site-specific work, which summarises and gives birth to he exhibition: # flour sacks, that look like concrete, are arranged in geometric order and occupy the central area of the room; nearby, a meter long neon sign, which lights up with the word: “Concrete”. The contrasting dialectic of opposites dominates the scene; the difficulty in codifying the nature of powders encourages the opening of a passageway which tries to receive the message: “CONCRETE (being concrete)”.

The key word is identified with the idea of action. An ode to taking action, that rewards and appraises the dynamics of the means and not necessarily, or secondary to, the end result.Functionality, determination: Concreteness. Under the direction and intrusion, necessary and variable, of a liquid state (suggested by the blue colour of the neon itself), the matter can finally become the end product.Flour and concrete (only evoked), clear and dark powders, ingredients that can satisfy primary needs.

They act like signs, in different directions. Materials, that endure simple variations, ultimate and necessary for the development of an opera-funzione. Water, the main element, brings to view the final result: it rejects all resistance and alters the original nature of the sources. Induced liquidity that recalls the requirement of a medium suitable to leading the change: in every project, theory or idea undertaken. Pushed towards coexistence, elements unmatchable by nature, are unprepared from the beginning to the idea of losing their identity: just like human beings, bound by moral, social and religious laws.

 

 

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