Benvenuti negli Stati Uniti

Concept

Il progetto ruota attorno ai concetti di integrazione, migrazione, diversità, altro da sé. L'uomo contemporaneo è, prima di tutto, un individuo migrante, alla perenne ricerca di senso e di sé. Allo stesso tempo l'uomo è l'individuo che si difende dal diverso, dall'altro da sé. Fatti cruciali della storia recente hanno portato i Paesi a chiudere le loro frontiere e gli uomini a chiudere le loro personali finestre sul mondo.

Ciononostante, il movimento migratorio dell'umanità continua. L'inevitabile spostamento di uomini da una parte all'altra del globo, alla perenne ricerca di senso e di sé, va avanti. Contro ogni chiusura, contro ogni respingimento.

 

‘Benvenuti negli Stati Uniti' intende stigmatizzare queste due tendenze del mondo di oggi, il bisogno di migrare (del diverso, dell'altrove), la paura del migrante (del diverso, dell'altrove). E intende farlo attraverso il luogo in cui più d'ogni altro convivono libertà e chiusura, accoglienza e respingimento: gli Stati Uniti d'America.

 

Gli Usa danno il loro benvenuto allo straniero con il famigerato modulo I-94 W. Partendo dalla convinzione che il modulo I-94 W cada inconsapevolmente in un sottile paradosso (le domande che pone si collocano al confine tra reale e surreale), ‘Benvenuti negli Stati Uniti' intende portare alle estreme conseguenze i termini di quel paradosso: oggettivandolo, facendolo esistere nello spazio.

In questo modo si intende porre in essere le paure e i bisogni dell'uomo contemporaneo che da una parte anela all'altro da sé, inteso sia come luogo che come individuo, dall'altra ne è profondamente spaventato, dunque respinto.

 

Descrizione del progetto

L'originale del modulo I-94 W stampato, fronte e retro, in un formato di 2metri x 1e inserito in due box retroilluminati della stessa grandezza. I due box saranno posti al centro della stanza. Accanto, un orologio di dimensioni piuttosto grandi che scandisca il tempo di compilazione del modulo (sull'I-94 è specificato che si hanno 2 minuti di tempo per apprendere il contenuto e 4 per compilarlo). Fuori campo, prima che parta il countdown dell'orologio una voce asettica, tipica degli annunci in aeroporto, annuncerà il tempo a disposizione.

Dietro i due box un tavolo a cui siederà un'attrice vestita da hostess di terra: entrando nella stanza dell'installazione, gli spettatori prima vedranno il box e leggeranno le bizzarre domande, poi saranno sottoposti alle stesse domande dalla finta hostess che avrà, volutamente, un tono freddo, indifferente.

Dopo l'interrogatorio a cui saranno sottoposti tutti gli spettatori, sarà la volta dei personaggi noti: attori travestiti da Hitler, Bin Laden e Berlusconi passeranno a loro volta al vaglio della hostess e delle sue domande (nota: facendo risponder a Hitler se abbia mai partecipato a “ È stato in passato, o è ora, coinvolto in attività di spionaggio o sabotaggio, o in azioni terroristiche? O in genocidio? Oppure, tra il 1933 e il 1945 è stato coinvolto, in alcun modo, nelle persecuzioni intraprese dalla Germania nazista o dai suoi alleati? ” si crea una situazione paradossale, così come chiedendo a Berlusconi se abbia mai “ fatto valere l'immunità per sottrarvi ad azioni legali ”.

La scena, interrogatorio degli spettatori e interrogatorio dei personaggi storici, sarà ripresa e proiettata su uno schermo vicino ai due box per tutta la durata dell'installazione.

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The project evolves around the concepts of integration, migration, diversity, other from the Self. The contemporary man is, above all, a individual that migrates, constantly looking for the meaning of life and for him/herself. At the same time the man is an individual that defends him/herself from the diverse, from the Other.

Crucial facts from the recent history forced the countries to close their frontiers and men to close their personal windows on the world.

Nonetheless, the migratory movement of the humanity continues. The inevitable moving of men from one side to the other of the globe, to the perennial research of the meaning and him/herself, continues. Against any closure, any refusal.

‘Welcome to the United States' aims to stigmatize these two tendencies of todays' world, the need to migrate (from the diverse, from elsewhere), the fear of the migrant (from the diverse, from the elsewhere). And aims to do it trough the place where more than any other, liberty and closure, welcome and rejection, live together: the United States of America.

The USA give their welcome to the foreigner with the notorious I-94 W application. Assuming that the I-94 W lays unconsciously in a fine paradox (the questions asked are between real and surreal), ‘Welcome to the United States' aims to take to the extreme consequences the terms of that paradox: making it exist in the space. In this way, the work is intended to implement the fears and the needs of the contemporary man who, from one side gasps to the other from himself, meant both as place and as an individual, and on the other side he is deeply scared from it, so rejected.

 

The original of the I-94 application is printed, back and front, in a paper of 2 metres per 1 and inserted in two backlit stalls of the same size. The two stalls will be put at the centre of the room. Nearby, a very big clock which marks the time it takes to fill out the application (the I-94 specifies that there are 2 minutes to learn about its content and 4 to fill it out). Before the countdown begins, a neutral voice, off-screen, typical of the announcements at the airport, will announce the

 

 

 

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